Ho appreso della vicenda della ministra Guidi, che si è dimessa poco fa, mentre oggi pomeriggio leggevo il libro postumo di Eco. Non c’è granché da commentare, mi pare, se si esclude l’evidenziazione dello squallore della vicenda di cui lascio volentieri il compito ad altri. L’unica cosa degna di nota, per quel che mi riguarda, è che questa Guidi è stata finora una perfetta sconosciuta alle cronache politiche. Da oltre due anni che questo esecutivo è in piedi chi l’ha mai sentita nominare, ‘sta Guidi? Io no, anche se da tempo le faccende della politica non le seguo più granché – ho scoperto che ci sono faccende immensamente più interessanti da seguire. Curioso: mai una nota di cronaca su questa ministra e la prima volta che ne sale agli onori è per via di una storiaccia che le costa le dimissioni. Che sia una nemesi?
A parte questo rimane solo da evidenziare, come questa ennesima vicenda dimostra, che da almeno cinque lustri, se non di più, la politica è diventata da strumento finalizzato alla realizzazione dell’interesse pubblico a strumento finalizzato al perseguimento dell’interesse privato e/o familistico. Berlusconi faceva le famose/famigerate leggi ad personam per tutelare se stesso, le sue aziende e i suoi interessi, la Guidi, appartenente al partito che si stracciava le vesti in piazza quando accadeva, fa un emendamento per favorire le aziende estrattive del fidanzato.
È la politica, bellezza.
Related
Francesca Guidi #JHedzWorlD
No comments:
Post a Comment